GNRC dichiara: Non c’è alcuna contraddizione tra essere LGBTI e ricevere una chiamata vocazionale

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8 dicembre 2016. Si osserva una pericolosa regressione rispetto ai precedenti passi in avanti  di Papa Francesco riguardo l’inclusione di persone LGBTQI nella Chiesa. Nella “il dono della vocazione presbiteriale – ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis (8 dicembre 2016) di recente pubblicazione, la Congregazione per il Clero, con il suo linguaggio estremamente discriminatorio, si oppone alle procedure di ammissione ai seminari di uomini non eterosessuali e alla loro eventuale ordinazione sacerdotale.

Noi, il GNRC, siamo per l’inclusione e la giustizia nei confronti delle persone LGBTQI laiche e le loro famiglie nella Chiesa. E riteniamo allo stesso modo che tutti i religiosi, uomini e donne, che hanno seguito la chiamata di Dio a dedicare la propria vita per la costruzione della Chiesa meritino lo stesso trattamento. “Ci sono state situazioni tragiche all’interno della nostra famiglia GNRC per cui alcuni membri, che erano stati in precedenza nei seminari, hanno purtroppo dovuto rinunciare alla propria vocazione dopo la scoperta del proprio orientamento sessuale. E, in alcuni casi, sono stati persino pubblicamente denigrati. “, Afferma Ruby Almeida co-presidente del GNRC e Presidente di Quest (Inghilterra). “Dopo l’esclusione dal seminario questi uomini gay di fede hanno sofferto l’alienazione, la depressione, un enorme senso di perdita e di confusione. La propria vocazione di seguire Gesù è stata infranta da tali pratiche discriminatorie “, ha detto.Spingere le persone LGBTI fuori della Chiesa, invece di trattare con rispetto e dignità la loro chiamata vocazionale, ha scatenato un tono cupo e reazionario. “La Chiesa ritiene in molti documenti che le persone LGBT dovrebbero vivere nel celibato, senza la possibilità di esprimere la loro sessualità, ma poi afferma anche che il sacerdozio non è un’alternativa possibile. Questo messaggio doppiamente cieco distorce la credibilità della Chiesa.Non dovremmo inoltre sottovalutare il riferimento ad una sottile seduzione omoerotica nel rapporto intimo ed esclusivo tra il sacerdote e Cristo che la Congregazione per il Clero usa più volte nel documento “, spiega il Dr. Michael Brinkschroeder co-presidente del GNRC e project-manager di Homosexuelle und Kirche (Germania). “Non ci si può aspettare il benessere spirituale e  mentale di qualcuno quando gli si sta costantemente riservando uno stile di vita costruito su porte sbattute in faccia e basato su messaggi contraddittori” ha detto.

Anche se il nuovo protocollo pubblicato si riferisce in particolare agli uomini omosessuali, crea un precedente per tutti i cattolici LGBTI, “Che dire di lesbiche, bisessuali, transessuali o intersessuali donne? Dovremmo seguire lo stesso percorso tortuoso? Quello che vorremmo vedere e riscontrare è un modo costruttivo e significativo di vivere nel servizio della Chiesa, una volta che si scopre e si desidera realizzare la propria vocazione religiosa “, ha osservato Rubino Almeida.

Molte espressioni come ‘tendenze omosessuali’ e ‘superarla’ ( riferita all’omosessualità) lasciano trasparire un significato sottinteso, quello dell’annullamento dell’orientamento sessuale umano, significato che può essere interpretato come linea guida subliminale per la terapia riparativa. “Il nuovo protocollo non rispetta l’integrità morale e spirituale dei candidati gay al sacerdozio, perché tenta di sostituire la propria coscienza con norme discutibili, stabilite da una gerarchia, che si basano su una concezione male informata dell’omosessualità” conclude Michael Brinkschroeder.

 

Global Network of Rainbow Catholics 2016

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Il Global Network of Rainbow Catholics (rete globale di cattolici arcobaleno) (GNRC) riunisce le organizzazioni e gli individui che lavorano per la pastorale e la giustizia per lesbiche, gay, bisessuali, trans, questioning, in dubbio, intersessuali (LGBTQI) e le loro famiglie. La rete lavora per l’inclusione, la dignità e l’uguaglianza della community nella Chiesa cattolica romana e la società. Il GNRC è stata fondata nel mese di ottobre 2015 nella conferenza di Roma, “Ways of Love”, con 80 partecipanti provenienti da 30 paesi. Ad oggi, il GNRC rappresenta 25 gruppi di LGBTQI cattolici, le loro famiglie e gli amici di tutti i continenti.

全球天主教彩虹网络:同志身份与神职并无矛盾

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我们注意到从教宗方济各对教会接纳同志人士的积极步伐的一步危险退步。在最新的《神职圣召的恩赐/The gift of the priestly vocation》文件中,圣职部(The Congregation for the Clergy)以充满歧视性的言语强调了对同志人士进入修院并最终晋铎的一些要求。

全球天主教彩虹网络主张教会应该接纳并平等对待同志平信徒及他们的家人,我们同样认为那些建树教会的度奉献生活的男男女女也应该在教会内被平等对待。「在我们网络大家庭里有一些悲剧性的案例,他们的同志身份被发现后,不得不忍痛离开了修道生活。在极端的案例里,他们甚至被公开曝光。」卢比·阿尔梅达(Ruby Almeida,全球天主教彩虹网络两位主席之一、英国同志教友团体Quest主席)如是说。「一旦他们被修院除名,这些前同志修生的信德将因疏离感、抑郁、巨大的失落感和困惑而备受煎熬。他们希望将生命奉献给耶稣的召叫被这充满歧视性的措施彻底打碎。」

将同志人群拒之于教会神职体系外,而非对这些回应圣召的男女尊严以待,是非常阴暗负面的做法。「教会的许多文件声明,同志蒙召为守贞洁,他们的性无需被表达,然而稍后又提到,他们选择神职是不合适的。这双重信息扭曲了教会的公信力。我们不应忽略在圣职部的部分文件中,使用过一些微妙的同性爱论调的言语来描述耶稣与神父之间亲密排他的关系。」迈克尔·布林克施罗德博士(Michael Brinkschroeder,全球天主教彩虹网络两位主席之一、德国「同性恋与教会」的项目负责人)如是说。「你不能指望一个人生活在不断被抨击(slamming doors)及矛盾的信息中,还能保持身心良好的健康状态。」

尽管这份新文件是特别针对男同性恋者的,但它制造了一个先例。「那女同性恋者、双性恋者、跨性别者和女性兼性人(intersex women)又当如何?她们是否也会被同等要求?我们希望看到并遇到一份有建设性的并能影响深远的方案,以帮助我们在教会内的工作,一旦我们发现并决定生活出度奉献生活的圣召。」卢比·阿尔梅达如是说。

这份文件中出现了诸如「Homosexual Tendency」和「克服Homosexuality」的表达,这些表达取消了人类性取向(sexual orientation)的价值,可被视为潜意识的同性矫正治疗。「新文件未尊重准备晋铎的同志修道者的道德及精神的健全性。因为它试图基于对同志无知理解的情况下通过有争议的圣职准则,以代替自己的良知。」迈克尔·布林克施罗德如此总结。

                                                                     全球天主教彩虹网络理会

 2016年12月8日

                                        (爱若 翻译)

 Global Network of Rainbow Catholics 2016

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The Global Network of Rainbow Catholics (GNRC) brings together organizations and individuals who work for pastoral care and justice for lesbian, gay, bisexual, trans, questioning, and intersex (LGBTQI) people and their families. The Network works for inclusion, dignity and equality of this community in the Roman Catholic Church and society. The GNRC was founded in October 2015 at the Rome conference, “Ways of Love”, with 80 participants from 30 countries. To date, the GNRC represents 25 groups of LGBTQI Catholics, their families and friends from all continents.

A GNRC declara: Não há contradição entre ser uma pessoa LGBTI e o apelo à vocação religiosa

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Dezembro 8, 2016. Observamos uma perigosa regressão, relativamente aos passos previamente dados pelo Papa Francisco, a favor da inclusão das pessoas LGBTI na Igreja. No recentemente editado O Dom da Vocação Presbiteral (Dezembro 8, 2016), a Congregação para o Clero mantem, com a sua linguagem altamente discriminatória, os procedimentos a seguir para com homens não heterossexuais que ingressem em Seminários e eventualmente se tornem sacerdotes (Paginas 78, 81 y 82).

Nós, Rede Global de Católicos Arco-íris (GNRC), permanecemos firmes na inclusão e pela justiça para com os laicos LGBTI e suas famílias na Igreja. Também declaramos que todos os homens e mulheres religiosos, que seguiram o chamamento de Deus para dedicar a sua vida à construção da Igreja, merecem o mesmo tratamento. “Houve trágicos exemplos, dentro da nossa família da GNRC, onde alguns membros que frequentaram previamente em seminários, lamentavelmente tiveram que renunciar à sua vocação escolhida uma vez que a sua orientação sexual foi descoberta e, em alguns casos, exposta publicamente.”, afirma Ruby Almeida Co-diretora da GNRC e Diretora da Quest (Inglaterra). “Uma vez excluídos do seminário, estes crentes, homens de fé homossexuais sofreram de isolamento, depressão e um imenso sentido de perda e confusão. O seu plano de vida de seguir Jesus foi destroçado por estas práticas discriminatórias” indica.

Empurrar as personas LGBTI para fora da Igreja, em vez de serem tratadas com respeito e dignidade em virtude do seu chamamento vocacional, impôs um tom obscuro e reacionário. “A Igreja afirma em muitos documentos que as pessoas LGBTI deveriam viver em celibato, sem necessidade de expressar a sua sexualidade, mesmo quando diz que o sacerdócio não é uma alternativa. Esta dupla mensagem vinculante distorce a credibilidade da Igreja. Não devemos esquecer a linguagem de uma sedução homoerótica encoberta, no que se refere a uma íntima e exclusiva relação entre o sacerdote e Cristo que a Congregação para o Clero utiliza várias vezes no documento,” explica o Dr. Michael Brinkschroeder Co-diretor da GNRC e chefe de projeto de Homosexuelle und Kirche (Alemanha). “Não se pode esperar pelo bem-estar, a saúde espiritual e mental de uma pessoa quando constantemente lhe indicas uma forma de viver construída a partir do fechar de portas e baseada em mensagens contraditórias”, indica.

Apesar de que o novo protocolo publicado hoje se refere particularmente a homens homossexuais, cria um precedente para todos os LGBTI Católicos, “O que é que se passa com uma mulher lésbica, bissexual, transgénero ou intersexo? Supõe-se que devemos seguir o mesmo caminho tortuoso? O que queremos ver e encontrar é um caminho construtivo e significativo de viver ao serviço da Igreja, uma vez que descobrimos e desejamos viver a partir de uma vocação religiosa”, assinala Ruby Almeida.

Muitas expressões como “Tendência Homossexual” e “Superada” (a Homossexualidade) fazem parte da secção, a qual se relaciona com a anulação da orientação sexual, que pode ser interpretada como um guia subliminar para una terapia reparadora. “O novo protocolo não respeita a integridade moral e espiritual dos candidatos gay ao sacerdócio, pois tenta substituir a sua própria consciência por normas questionáveis de uma hierarquia baseada num entendimento mal informado da homossexualidade”, conclui Michael Brinkschroeder.

Rede Global de Católicos Arco-íris 2016

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A Rede Global de Católicos Arco-Íris (GNRC) é formada de organizações e indivíduos que trabalham pelo cuidado pastoral e pela justiça para com pessoas lésbicas, gays, bissexuais, transexuais, queer, e intersexuais (LGBTQI) e suas famílias. A rede trabalha pela inclusão, dignidade e igualdade desta comunidade na Igreja Católica Romana e a sociedade em geral. A GNRC foi fundada em outubro de 2016 na conferência de Roma, “Os Caminhos do Amor”, com 80 participantes de 30 países. À data a GNRC representa 25 grupos de católicos LGTBQI, as suas famílias e amigos de todos os continentes.

La GNRC declara: No hay contradicción entre ser una persona LGBTI y el llamado vocacional religioso

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Diciembre 8, 2016. Observamos una peligrosa regresión, respecto a los pasos previamente dados por el Papa Francisco, a favor de la inclusión de las personas LGBTI en la Iglesia. En el recientemente editado El Don de la Vocación Presbiteral (Diciembre 8, 2016), la Congregación para el Clero mantiene, con su lenguaje altamente discriminatorio, procedimientos a seguir para hombres no heterosexuales que ingresen a Seminarios y eventualmente se conviertan en sacerdotes (Paginas 78, 81 y 82).

Nosotros, La Red Global de Católicos Arcoíris (GNRC), permanecemos firmes por la inclusión y justica de los laicos LGBTI y sus familias en la Iglesia. También declaramos que todos los hombres y mujeres religiosos, que siguieron el llamado de Dios para dedicar su vida por la construcción de la Iglesia, merecen el mismo tratamiento. “Ha habido trágicos ejemplos, dentro de nuestra familia de la GNRC, donde algunos miembros que han estado previamente en seminarios, lamentablemente han tenido que renunciar a su vocación escogida una vez que su orientación sexual ha sido descubierta y, en algunos casos, sobre expuesta públicamente.”, afirma Ruby Almeida Co-directora de la GNRC y Directora de Quest (Inglaterra). “Una vez excluidos del seminario, estos creyentes hombres de fe homosexuales han sufrido de aislamiento, depresión y un inmenso sentido de perdida y confusión. Su plan de vida de seguir a Jesús ha sido destrozado por estas prácticas discriminatorias” indica.

Empujar a las personas LGBTI de la Iglesia, en lugar de ser tratadas con respeto y dignidad en virtud de su llamado vocacional, ha impuesto un tono oscuro y reaccionario. “La Iglesia afirma en muchos documentos que las personas LGBTI debieran vivir en celibato, sin la necesidad de expresar su sexualidad, aun cuando luego dice que el sacerdocio no es una alternativa. Este mensaje doble vinculante distorsiona la credibilidad de la Iglesia. No debemos tampoco olvidar el lenguaje de una seducción homo-erótica encubierta, respecto a una íntima y exclusiva relación entre el sacerdote y Cristo que la Congregación para el Clero utiliza varias veces en el documento,” explica el Dr. Michael Brinkschroeder Co-director de la GNRC y jefe de proyecto de Homosexuelle und Kirche (Alemania). “No se puede esperar el bienestar, de la salud spiritual y mental, para alguien cuando constantemente le indicas una forma de vivir construida desde el cierre de puertas y basada en mensajes contradictorios”, indica.

A pesar de que el nuevo protocolo publicado hoy se refiere particularmente a hombres homosexuales, crea un precedente para todos los LGBTI Católicos, “¿Qué pasa con una mujer lesbiana, bisexual, transgénero o intersexo? ¿Se supone que debemos seguir el mismo camino tortuoso? Lo que queremos ver y encontrar es un camino constructivo y significativo de vivir en el servicio a la Iglesia, una vez que descubrimos y deseamos vivir desde una vocación religiosa”, señala Ruby Almeida.

Muchas expresiones como “Tendencia Homosexual” y “Superada” (la Homosexualidad) son parte de la sección, la cual se relaciona a la anulación de la orientación sexual, que puede ser interpretada como una guía subliminal para una terapia reparativa. “El nuevo protocolo no respeta la integridad moral y spiritual de los candidatos gay al sacerdocio, pues intenta remplazar su propia conciencia por normas cuestionables de una jerarquía basada en un entendimiento mal informado de la homosexualidad”, concluye Michael Brinkschroeder.

Red Global de Católicos Arcoíris 2016

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La Red Global de Católicos Arcoíris (GNRC) se conforma de organizaciones e individuos que trabajan por el cuidado pastoral y justicia para personas lesbianas, gays, bisexuales, transexuales, queer, e intersexuales (LGBTI) y sus familias. La red trabaja por la inclusión, dignidad e igualdad de esta comunidad en la Iglesia Católica Romana y la sociedad en general. La GNRC fue fundada en octubre del 2015 en la conferencia de Roma, “Los Caminos del Amor”, con 80 participantes de 30 países. A la fecha la GNRC representa a 25 grupos de católicos LGTBI, sus familias y amigos de todos los continentes.

GNRC declares: There is no contradiction between being LGBTI and a religious vocational call

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December 8, 2016. We observe a dangerous regression from the previous steps taken by Pope Francis about LGBTI inclusion in the Church. In the recently edited The Gift of the Priestly Vocation (December 8, 2016),The Congregation for the Clergy contends, with its very discriminatory language, about procedures relating to non-heterosexual men joining seminars and eventually becoming priests (Pages 78, 81 and 82).

We, the GNRC, stand for inclusion and justice for LGBTI lay people and their families in the Church. We also declare that all religious men and women that followed God’s call to dedicate their life for the construction of the Church deserve the same treatment. “There have been tragic instances within our GNRC family where some members who had previously been in seminaries, sadly had to give up on their chosen vocation after their sexual orientation was discovered. And in a few cases, they were very publicly exposed.”, states Ruby Almeida Co-chair of the GNRC and Chair of Quest (England). “Once they are excluded from the seminary, these gay men of faith have suffered from alienation, depression and a huge sense of loss and confusion. Their life plan to follow Jesus has been shattered by these discriminatory practices” she said.

Pushing LGBTI people out of the Church, rather than them being treated with respect and dignity whilst on their vocational calling, has set a dark and reactionary tone. “The Church states in many documents that LGBT should live in celibacy, without needing to express their sexuality, yet later says that priesthood is not an alternative. This double-bind message distorts the credibility of the church. And we should not miss the language of a subtle homoerotic seduction into an intimate and exclusive relationship between the priest and Christ that the Congregation for the Clergy uses several times in the document,” explains Dr. Michael Brinkschroeder Co-chair of the GNRC and project-manager of Homosexuelle und Kirche (Germany). “You can’t expect healthy spiritual and mental well-being for someone when you are constantly addressing a way of living built by the slamming doors and based on contradicting messages”, he said.

Even if the new protocol published today refers particularly to homosexual men, it creates a precedent for all LGBTI Catholics, “What about lesbian, bisexual, transgender or intersex women? Are we supposed to follow the same tortuous path? What we want to see and encounter is a constructive and meaningful way of living in service of the Church, once we discover and desire to live out a religious vocation”, observed Ruby Almeida.

Many expressions such as ‘Homosexual Tendency’ and ‘Overcome it’ (Homosexuality) are also part of the sub-  text, which is about the nullification of human sexual orientation, which can be interpreted as a subliminal guideline for reparative therapy. “The new protocol doesn’t respect the moral and spiritual integrity of gay candidates for priesthood, because it attempts to replace their own conscience by disputable norms of a hierarchy that are based on an ill-informed understanding of homosexuality”, concludes Michael Brinkschroeder.

Global Network of Rainbow Catholics 2016

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The Global Network of Rainbow Catholics (GNRC) brings together organizations and individuals who work for pastoral care and justice for lesbian, gay, bisexual, trans, questioning, and intersex (LGBTQI) people and their families. The Network works for inclusion, dignity and equality of this community in the Roman Catholic Church and society. The GNRC was founded in October 2015 at the Rome conference, “Ways of Love”, with 80 participants from 30 countries. To date, the GNRC represents 25 groups of LGBTQI Catholics, their families and friends from all continents.

A Letter to All Delegates at the 2015 Synod on the Family

We are a group of lesbian, gay, bisexual, and transgender Catholics, and along with our loving families and friends, we have spent the last few days not far from you, in Rome, consolidating two years of work, which have advanced alongside your double Synod preparations.

 

Dear Sisters and Brothers at the Synod on the Family,

Greetings from the new-born Global Network of Rainbow Catholics!

We are a group of lesbian, gay, bisexual, and transgender Catholics, and along with our loving families and friends, we have spent the last few days not far from you, in Rome, consolidating two years of work, which have advanced alongside your double Synod preparations.

We come from over thirty countries, both as individuals and as representatives of groups, who have been involved with the flourishing of people like ourselves in the lives of our local churches, (as well as with many other tasks). The last years have not been an easy ride! Many in our Church thought that they were serving God by hating us, and some still do, especially among the hierarchy; but we can tell you with joy, that we have kept alive our Confession of the Catholic faith! We have kept the faith under persecution, and are ready to join with you in the joyful announcement of the Gospel to which Pope Francis has called us.

Because God is wonderful, we have found that through this life as dregs among the people of God, the Holy Spirit has given us a surprising (at least to us) capacity to stand up and be counted, not to be frightened of those who fear us, not to be resentful of the incapacity for approval, and the bureaucratic meanness of spirit and dishonesty to which we have regularly been subjected. We have learned that it is not what the Church can do for us, but what we can do for the Church that matters.

We need to be better prepared to join you in your task of spreading the Gospel and building up the families in which (as we have so often experienced ourselves) God delights. We need to support each other, and others more vulnerable than ourselves, at a worldwide level, especially in countries which criminalize us, and even think they are honouring God by killing us. We need to be able to share information, counter falsehood, encourage each other in our needs, and strengthen our families, especially where civil law does not yet respect them. So we have decided to set up a Global network, to bring together groups of LGBTI Catholics, our families and friends, as well as other Christians and people of good will. This will enable us to be much better prepared to share experiences, life stories, examples of best-practice: little miracles of love.

We want to set up our network in such a way that we can even be useful to you, though we know from long experience how frightened many of you are of communicating with us discreetly, even less talking to us on the record! Having learned, by living with Jesus, not to be dismayed by the falsehoods and calumnies concerning us to which some of you still seem wedded, and even pass off as “teaching of the Church”, you will find us resilient, because we know that we are loved. In the near-absence of visible shepherds, we have come to trust and love a Shepherd who was not ashamed to give himself to death for us, One whose voice we hear, with whom we are not in rivalry, and in whose light all others who call themselves shepherds can be tested for their fruits. Because of this, you may even be surprised to find us meek!

So we write to you to wish you encouragement for these days of your Synodal gathering, as well as for the months and years to come as we all begin to live the hints of the new that are coming to birth, discovering new ways of celebrating the family, rather than condemning wine that threatens to burst old wineskins. We are thrilled that you heard with us Pope Francis’ wonderful homily in Philadelphia last week, where he drew out the consequences of both Jesus’ and Moses’ rebuke to those who would hold back the Spirit.

We have prayed for you at every Mass at our meeting, and we ask you to pray for us, confident that we will soon be able to meet transparently, with joy. For we are amazed to have discovered that over the last few years, despite everything, and because nothing is impossible to God, we have become insiders with you in the life of the Gospel, and co-sharers in all your joyful tasks.

With warmest greetings from your rainbow sisters and brothers in Christ.

Rome, Feast of St Francis of Assisi, 2015

Global Network of Rainbow Catholics 2015

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The Global Network of Rainbow Catholics (GNRC) brings together organizations and individuals who work for pastoral care and justice for lesbian, gay, bisexual, trans, questioning, and intersex (LGBTQI) people and their families. The Network works for inclusion, dignity and equality of this community in the Roman Catholic Church and society. The GNRC was founded in October 2015 at the Rome conference, “Ways of Love”, with 80 participants from 30 countries. To date, the GNRC represents 25 groups of LGBTQI Catholics, their families and friends from all continents.

Rainbow Catholics to Pope: Preach love of gay neighbors

No to Religious Homophobia and Yes to LGBTI Catholic Inclusion in Africa

Today Rainbow Catholic Network of Africa welcomes the visit of the Holy Father to Africa, Pope Francis “the people’s pope”, who has strongly stood against discrimination. You have preached love across the world and it is the same massage  which we wait for  from you in Africa.

Today we ask you to join us and speak out in solidarity with lesbians, gays, transgender and intersex (LGBTI) persons who are living in fear and are victims of their community’s rejection or religious leader’s comments of hate and discrimination and lack of pity.

LGBTI African Catholics have run away from church and from receiving sacraments because of the hate and ignorant speech being preached by priests. Instead we still remember your words “Who am I to judge?” as the example of heart openness we hope to receive from our local religious community leaders. Jesus Christ preached about love and its message came also for all of us who are tired or discriminated by their communities, but in the present our African holy church has turned into a place where only a few can be considered as true children of God.

We urge you to bridge the gap between LGBTI persons and religious leaders so that we are all welcome in the house of God. We must not discriminate against people. Everyone must have a clear access to spiritual nourishment provided by the church. We want to end one of the worst diseases in Africa: the epidemic of homophobia. We know that together we can do it and we don’t have to leave anyone behind.  We must do this as we consider the House of God is the house of all for we all have fallen short of the glory of God. No one should be discriminated neither pushed away because of their sexual orientation or gender identity. We all, in togetherness and oneness in the universality of the church, can fight to end homophobia and welcomes inclusion.

According to David Musonda, the coordinator of Rainbow Catholics Network of Africa in Zambia, many LGBTI Catholics are committing suicide or live in fear and solitude because they can’t get sacraments and they have no one to turn to for spiritual guidance or are literally discriminated against by the same church that spoke to them from childhood about mercy and love.

Ms. Georgina Adhiambo, one of the founders of Rainbow Catholic Network of Africa, reiterates that homophobia in Africa can be averted if religious leaders can tell believers to love one another and not to discriminate against one another the same way Jesus Christ declared “love your neighbor as yourself.” (Matthew 22:39)

We also want to have it in mind the powerful speech you gave recently during a National Catholic Conference in Italy, where you categorically said:

“We are not living an era of change but a change of era.”

“Before the problems of the church it is not useful to search for solutions in conservatism or fundamentalism…”

“Christian doctrine is not a closed system incapable of generating questions, doubts, interrogatives — but is alive, knows being unsettled, enlivened. It has a face that is not rigid, it has a body that moves and grows, it has a soft flesh: it is called Jesus Christ…”

“Assume always the Spirit of the great explorers, that on the sea were passionate for navigation in open waters and were not frightened by borders and of storms. May it be a free church and open to the challenges of the present, never in defense for fear of losing something.”

We want to be accepted and considered by our clergy and communities to make the word of Christ a living covenant of always preaching love, acceptance and openness to Embrace diversity.

Rainbow Catholic Network of Africa is a coalition of African LGBTI Catholics founded to challenge religious homophobia and create a broad network to create a loving and free space for LGBTI Catholics. Religious homophobia is a root cause of discrimination among LGBTI persons due to public ignorance on matters of religion.

The African Catholic witnesses come from Kenya, Uganda, Botswana and Zambia and are considered as representatives and honest members of the Global Network of Rainbow Catholics.

 

A GNRC declara: O discurso exagerado do Papa Francisco contra o “Género” expõe as contradições no seu propósito de apoio pastoral a pessoas LGBTI

A Rede Global de Católicos Arco-íris (GNRC) sente satisfação pelo facto de que o Papa Francisco tenha feito um maior reconhecimento das pessoas LGBTI e das suas famílias, durante a sua visita oficial à Geórgia e de imediato uma conferência de imprensa no seu regresso a Roma.

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A Rede Global de Católicos Arco-íris (GNRC) sente satisfação pelo facto de que o Papa Francisco tenha feito um maior reconhecimento das pessoas LGBTI e das suas famílias, durante a sua visita oficial à Geórgia e de imediato uma conferência de imprensa no seu regresso a Roma. As suas palavras contêm importantes mensagens sobre a forma como o Papa Francisco concebe o cuidado pastoral para com as pessoas LGBTI, como um acompanhamento no caminho para Jesus, o qual necessita de um imenso sentido de discernimento pessoal.

A sua intenção de rever as condições particulares e experiências vitais, das pessoas LGBTI, caso a caso e, na sua peculiar expressão, reconhecendo que a vida é a vida, dão um importante testemunho. “O Papa afirma que o cuidado pastoral para com as pessoas LGBTI é sempre a sua prioridade número um. Ele oferece um belo exemplo disso com a história do homem transgénero Espanhol, o qual demonstra a sua empatia e respeito pelos LGBTI Católicos”, indica Ruby Almeida, co-directora da GNRC e diretora da Quest no no Reino Unido.

Enquanto que a ênfase do Papa Francisco, colocada no cuidado pastoral com as pessoas LGBTI, é claramente um passo em frente na Igreja Católica, este tem também um lado sombrio. O qual se torna visível quando usa a expressão “Ideologia de Género”, como fez recentemente em Cracóvia durante a Jornada Mundial da Juventude e agora durante a sua viagem ao Cáucaso. Esta terminologia altamente confusa é frequentemente utilizada pela hierarquia Católica, em todo o mundo, para fazer retroceder os esforços em prol da aceitação e igualdade moral das pessoas LGBTI. “As distintas declarações, durante a sua viagem à Geórgia e Azerbaijão, expuseram, completamente, as contradições, dentro da estratégia do Papa Francisco, para manejar o assunto das pessoas LGBTI.”, declara Michael Brinkschroeder, co-director da GNRC e gestor de projeto de Homosexuelle und Kirche na Alemanha. “Se o discernimento pastoral não está baseado na aceitação da pessoa LGBTI e no reconhecimento da sua igualdade moral, sendo combinado com uma advertência exagerada sobre teorias de género, criam-se mensagens contraditórias. Estas são confusas e produzem dano psíquico. Se o Papa Francisco quer ser realmente um bom pastor para as pessoas LGBTI, necessita ordenar os seus pensamentos relativamente à mensagem que deseja comunicar.”.

Necessitamos ver uma mudança urgente para nos movermos desde a terminologia de “Tendência Homossexual” ou “Condição Homossexual”, ainda utilizada durante a conferência de imprensa, até à mais realista e apropriada que corresponde à “Orientação Sexual”. “O Papa Francisco suavizou as suas palavras quando fala sobre orientação sexual e identidade de género diversa. Contudo, no seu discurso, o Papa revela um alto nível de preconceito e de desconhecimento das experiências vitais de uma pessoa LGBTI. A GNRC ficaria contente se iniciasse um diálogo com o Papa para lhe permitir chegar a um entendimento mais holístico das necessidades espirituais e pastorais da nossa comunidade.”, dice Ruby Almeida.

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A Rede Global de Católicos Arco-Íris (GNRC) é formada de organizações e indivíduos que trabalham pelo cuidado pastoral e pela justiça para com pessoas lésbicas, gays, bissexuais, transexuais, queer, e intersexuais (LGBTQI) e suas famílias. A rede trabalha pela inclusão, dignidade e igualdade desta comunidade na Igreja Católica Romana e a sociedade em geral. A GNRC foi fundada em outubro de 2016 na conferência de Roma, “Os Caminhos do Amor”, com 80 participantes de 30 países. À data a GNRC representa 25 grupos de católicos LGTBQI, as suas famílias e amigos de todos os continentes.

GNRC dichiara: la retorica esagerata di Papa Francesco contro il “genere” espone le contraddizioni della sua pastorale per le persone LGBTI

La rete globale dei cattolici arcobaleno (GNRC) apprezza il fatto che Papa Francesco abbia fatto importanti riconoscimenti alle persone LGBTI e alle loro famiglie durante il suo ultimo viaggio ufficiale in Georgia e anche nella conferenza stampa mentre rientrava a Roma.

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3 ottobre 2016. La rete globale dei cattolici arcobaleno (GNRC) apprezza il fatto che Papa Francesco abbia fatto importanti riconoscimenti alle persone LGBTI e alle loro famiglie durante il suo ultimo viaggio ufficiale in Georgia e anche nella conferenza stampa mentre rientrava a Roma. Le sue parole contengono messaggi molto importanti sulla idea di Papa Francesco di pastorale per le persone LGBTI come un accompagnamento verso Gesù, che ha bisogno di un grande discernimento.

La sua intenzione di rivedere le condizioni particolari e le esperienze di vita delle persone LGBTI, caso per caso, e nella loro particolare espressione, riconoscendo che la vita è vita, dà una testimonianza importante. Rubino Almeida, co-presidente del GNRC e presidente di Quest nel Regno Unito sostiene che: “Il Papa afferma che la pastorale per le persone LGBTI è sempre la sua priorità. Egli offre un buon esempio con la storia di un uomo transgender spagnolo, che dimostra la sua empatia e il suo rispetto per i cattolici LGBTI “.

Mentre l’enfasi che Papa Francesco mette sulla pastorale delle persone LGBTI è chiaramente un passo in avanti nella Chiesa cattolica, c’è anche un lato oscuro. Ciò diventa evidente quando usa l’espressione “ideologia di genere”, come ha fatto di recente a Cracovia durante la Giornata Mondiale della Gioventù e ora, di nuovo, durante i suoi viaggi nel Caucaso. Questa terminologia altamente confusa è attualmente utilizzata dalla gerarchia cattolica in tutto il mondo per respingere gli sforzi verso l’accettazione e l’uguaglianza morale delle persone LGBTI. Secondo il dr. Michael Brinkschroeder, co-presidente del GNRC e responsabile del progetto di Homosexuelle und Kirche in Germania, “Le diverse dichiarazioni durante il suo viaggio in Georgia e Azerbaigian hanno messo in evidenza le contraddizioni della strategia di Papa Francesco per affrontare la questione delle persone LGBTI”. “Se il discernimento pastorale non si basa sull’accettazione della persona LGBTI e sul riconoscimento della sua uguaglianza morale, ma è accompagnato da un’eccessiva allerta sulla teoria del genere, si creano messaggi bidirezionali. I messaggi bidirezionali confondono e nuocciono psicologicamente. Se Papa Francesco vuole davvero essere un buon pastore per le persone LGBTI, ha bisogno di prendere una decisione chiara su quale messaggio vuole inviare”.

Abbiamo bisogno di assistere ad un cambiamento terminologico con l’abbandono di espressioni del tipo «tendenze omosessuali» o «condizione omosessuale», ancora usate durante la conferenza stampa, e la più propria adozione di espressioni del tipo «orientamento sessuale». Per Rubino Almeida: “Papa Francesco ha ammorbidito le sue parole parlando di orientamento sessuale e diversità dell’identità di genere. Tuttavia, in ciò che dice, il Papa rivela un livello di pregiudizio e di incomprensione delle esperienze di vita delle persone LGBTI. Il GNRC sarebbe molto felice di iniziare un dialogo con il Papa per consentirgli di ottenere una comprensione più olistica dei bisogni spirituali e pastorali della nostra comunità “.

Rete globale dei cattolici arcobaleno 2016

Sitio Web: www.rainbowcatholics.org    Mail:   rainbowcatholicsassembly@gmail.com

Twitter:   GNRCatholics                          Facebook: GlobalNetworkofRainbowCatholics

La Rete Globalei dei Cattolici Arcobaleno (GNRC) riunisce gruppi e persone che lavorano per la cura pastorale e la giustizia per le persone lesbiche, gay, bisessuali, trans, questioning, ed intersex (LGBTQI) e le loro famiglie. La Rete lavora per l’inclusione, la piena dignità e uguaglianza di questa comunità nella Chiesa Cattolica Romana e nella società. Il GNRC è stato fondato nell’Ottobre del 2015 a  Roma durante la conferenza internazionale “Ways of Love”, con 80 partecipanti da 30 Paesi. Al momento, il GNRC rappresenta 25 gruppi di persone cattoliche LGBTQI, le loro famiglie ed amici, di ogni continente.

Le GNRC déclare: La rhétorique excessive du pape François contre le ‘genre’ révèle les contradictions dans sa pastorale des personnes LGBTI

Le Réseau Mondial des Catholiques Arc-en-ciel (GNRC) apprécie le fait que le pape François ait exprimé une nette reconnaissance des personnes LGBTI et leurs familles au cours de son dernier voyage officiel en Géorgie et ensuite pendant sa conférence de presse dans l’avion qui le ramenait à Rome.

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Le Réseau Mondial des Catholiques Arc-en-ciel (GNRC) apprécie le fait que le pape François ait exprimé une nette reconnaissance des personnes LGBTI et leurs familles au cours de son dernier voyage officiel en Géorgie et ensuite pendant sa conférence de presse dans l’avion qui le ramenait à Rome. Ses paroles contiennent des messages très importants concernant sa manière d’envisager la pastorale des personnes LGBTI comme un accompagnement sur le chemin vers Jésus qui nécessite à fort sens de discernement personnel.

Son intention de prendre en compte les conditions spécifiques de vie et les expériences des personnes LGBTI, cas par cas, et selon son expression reconnaître que la vie c’est la vie, représente un témoignage important. « Le pape maintient que la pastorale des LGBTI est toujours sa première priorité. Il en offre un très bon exemple avec l’histoire de l’homme transgenre espagnol, qui démontre son empathie et son respect pour les catholiques LGBTI » dit Ruby Almeida, coprésident du GNRC et président de Quest au Royaume Uni.

Alors que l’accent mis par le pape François sur la pastorale des personnes LGBTI est clairement un pas en avant pour l’Église Catholique, il a également un côté sombre. Cela se manifeste quand il utilise l’expression ‘idéologie du genre’ comme il l’a fait dernièrement à Cracovie lors des Journées Mondiales de la Jeunesse et maintenant de nouveau pendant son déplacement dans le Caucase. Cette terminologie très confuse sert couramment à la hiérarchie catholique partout dans le monde pour repousser les efforts vers l’acceptation et l’égalité morale des personnes LGBTI. « Les différentes déclarations au cours de son voyage en Géorgie et en Azerbaïdjan ont parfaitement exposé les contradictions internes de la stratégie du pape François pour traiter la question des personnes LGBTI, déclare Dr Michael Brinkschröder, coprésident du GNRC et chef de projet chez Homosexuelle und Kirche en Allemagne. Si le discernement pastoral n’est pas fondé sur l’acceptation de la personne LGBTI et sur la reconnaissance de son égalité morale, mais se combine avec une méfiance exagérée envers les études de genre, il envoie des messages sans issue. De tels messages produisent de la confusion et provoquent des dégâts psychiques. Si le pape François veut vraiment être un bon pasteur pour les personnes LGBTI, il doit prendre une décision concernant le message qu’il veut envoyer ».

Il y a un besoin urgent d’abandonner la terminologie de ‘tendance homosexuel’ ou de ‘condition homosexuelle’, qui figure encore dans dans sa conférence de presse, et d’adopter l’expression réaliste et appropriée d’ ‘orientation sexuelle’. « Le pape François a adouci ses paroles quand il parle de la diversité d’orientation sexuelle et d’identité de genre. Néanmoins, dans ce qu’il dit, le pape révèle un certain préjugé et une certaine incompréhension concernant les expériences de vie des personnes LGBTI. Le GNRC serait ravi de pouvoir engager un dialogue avec le pape qui lui permettrait d’arriver à une compréhension plus globale des besoins spirituels et pastoraux de notre communauté », dit Ruby Almeida.

Réseau Mondial des Catholiques Arc-en-ciel (GNRC) 2016

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Le Réseau Mondial des Catholiques Arc-en-ciel (GNRC) rassemble des organisations et des individus qui œuvrent pour la pastorale et la justice pour les personnes lesbiennes, gays, trans, questionnantes et intersexes (LGBTQI) et pour leurs familles. Le Réseau défend l’inclusion, la dignité et l’égalité de cette communauté dans l’Église Catholique Romaine et dans la société. Le GNRC a été fondé en octobre 2015 à Rome, lors du colloque « Chemins de l’Amour », avec 80 participants de 30 pays. À l’heure actuelle, le GNRC représente 25 groupes de catholiques LGBTQI, leurs familles et leurs amis de tous les continents.